giovedì 9 ottobre 2014

[Riflessioni] Perché Fanteria dello spazio (Starship Troopers) non è un romanzo militarista...

Visto che si parla di Heinlein...
Articolo di: AleK

Fanteria dello spazio (noto anche col titolo originale Starship Troopers) è uno dei romanzi più conosciuti dell'autore statunitense Robert Anson Heinlein e, allo stesso tempo, più duramente criticati, tanto da aver generato diversi pregiudizi su alcuni individui...

Le accuse più frequenti vanno dal militarismo al nazismo e sono, a mio avviso, totalmente errate. In questo articolo cercherò di argomentarvi "il perché" di questo mio pensiero.

Siccome il discorso si presta a generare sofismi specifico bene che con militarismo intendo solo ed esclusivamente l'accezione negativa del termine così com'è descritta su Wikipedia:

Il Militarismo è una serie di atteggiamenti di carattere politico e ideologico che pongono la capacità militare a fondamento della sicurezza e degli obiettivi di una società ed afferma che l'obiettivo più importante della società deve essere proprio lo sviluppo ed il mantenimento di un adeguato apparato militare. Per raggiungere questo scopo il militarismo non si limita a trattare l'esercito come un qualsiasi apparato statale, ma, storicamente, tende ad esaltarlo e a propagandarlo attraverso manifestazioni, parate ed altre operazioni di pubbliche relazioni che possono andare dall'esaltazione esplicita della forza, della potenza e della violenza all'esaltazione dell'esercito come parte migliore della società, utile in caso di catastrofi, per garantire l'ordine, o simili.
Basterebbe leggere le opere di Heinlein per smentire d'entrata l'accusa, parlo di libri come "A noi vivi" oppure l'immenso "Straniero in terra straniera" in cui vengo descritte società utopiche basate sulla pace e sull'amore reciproco così avanzate da essere ancora oggi difficili da concepire (e A noi vivi è stato scritto nel 1939).
Giusto per fare un esempio superficiale, la gestione della "Guerra d'invasione" proposta in A Noi Vivi, dovrebbe chiarire un po' la visione di Heinlein sull'argomento: una guerra d'invasione va decisa solo via referendum popolare, non da un governo.
Se vince il No, non si fa la guerra e tutti lo devono accettare.
Se vince il Sì, si fa la guerra e tutti lo devono accettare, però i primi a partire sono quelli che hanno votato Sì.
Secondo l'autore (e anche secondo me) questo sarebbe un ottimo deterrente in quanto vincerebbe sempre il No.
Ma torniamo al tema centrale e vediamo perché ritengo che il romanzo specifico Fanteria dello spazio non sia militarista...

www.mondourania.com
Fanteria dello spazio parla di un mondo in cui:

1) i militari NON possono governare o candidarsi a cariche politiche.
2) i militari NON possono votare.

Chi può votare?
Solo i civili che hanno terminato il servizio militare.

Ma che cos'è il "servizio militare" nel romanzo Fanteria dello spazio?
Una metafora.

Uno dei temi di Fanteria dello spazio tratta di come il pressapochismo e la scarsa cultura politica della gente abbia rovinando il mondo.
Come è stato risolto il problema?
Chiedendo di superare una sorta di "sacrificio" alla gente, per scoprire qual era il suo vero spirito civico.

Il "sacrificio" consisteva in qualcosa di massacrante (in base ai propri talenti) sia fisicamente che psicologicamente, una sorta di inferno e che conferiva un solo privilegio: il diritto al voto.
Due anni della propria vita buttati, solo per dimostrare che si desiderava veramente poter votare.

Questo sacrificio era il servizio di leva volontario.

Alla fine del quale si otteneva il diritto di voto, ma si mantenevano assolutamente gli stessi diritti e doveri di chi non aveva svolto tale servizio, non vi era alcuna discriminazione.
Chiunque non potesse votare, se lo avesse ritenuto opportuno, avrebbe potuto affrontare il "sacrificio" in qualsiasi momento e lo avrebbe fatto secondo le proprie possibilità.
Questo è importante, non vi era alcuna selezione fisica o mentale, chiunque veniva portato allo stremo delle proprie possibilità e null'altro. E se non ci fosse riuscito, non gli sarebbe accaduto nulla, semplicemente se ne ritornava a casa.
"Quindi per quelli che insistono nel voler fare il servizio militare, ma non hanno la stoffa necessaria, abbiamo dovuto escogitare tutta una lista di impieghi talmente sudici, massacranti e pericolosi che se ne tornano a casa prima del tempo con la coda tra le gambe o perlomeno si ricorderanno per tutta la vita che il diritto di voto è un privilegio importante e che per ottenerlo hanno dovuto pagare un grande prezzo"
Ed ecco una cosa che tanto scandalizza la gente, che il diritto di voto venga considerato un privilegio importante. Certo, abituati come siamo oggi a darlo per scontato e a permetterci di non votare, è in effetti un'informazione sconcertante...
Ed essendo un privilegio importante (anzi, come si dirà in seguito, rappresenta la massima autorità che un individuo possa esercitare) verrà richiesta una prova importante per poterlo ottenere.
Perché tutto ciò non è militarista? Perché questo "sacrificio" richiesto nel romanzo può essere cambiato con qualsiasi altra cosa impegnativa, come accudire gli anziani e i malati per due anni, ad esempio. Heinlein usò il servizio militare... e questo ha scatenato il putiferio, ma la sua scelta è stata logica: da ex militare scelse di parlare di qualcosa che conosceva bene e nel farlo ha creato un modello militare utopico, basato su una meritocrazia reale. Probabilmente, se fosse stato un medico o un infermerie, avrebbe utilizzato un altro modello, ma il messaggio presente nel suo libro non sarebbe cambiato di una virgola.

La mia impressione è che il semplice fatto di parlare di militari in maniera positiva o, addirittura, pensare che dal servizio militare possa nascere una futura classe dirigente, abbia disturbato la sensibilità di molte persone. Bisogna però riuscire ad estrapolare dal romanzo quello che è il messaggio importante, senza farsi distrarre dalla "forma"... certo è un messaggio forte, però è anche un messaggio importante: "votare" e "governare" sono atti di estrema responsabilità sociale e prima di poterli eseguire è necessario dimostrare di mettere l'interesse della collettività davanti agli interessi personali.

La società descritta da Heinlein è totalmente pacifista. Prima dell'inizio del romanzo, non vi era alcuna guerra e il servizio militare non era minimamente esaltato.
Anzi  (dal romanzo):
"- Signor Solomon può dirmi la ragione, una ragione pratica, non teorica o storica, per cui oggi il diritto di voto è limitato ai soli veterani?
- Perché sono uomini scelti, signore. Più in gamba di altri.
- Assurdo!
- Come, signore?
- E' diventato sordo? Ho detto che è una risposta sciocca. Gli ex militari non sono più in gamba dei civili. In molti casi i civili sono molto più intelligenti."
Insomma, non ci vedo molta esaltazione dei militari o dell'esercito... ma continuiamo e arriviamo al fulcro, perché questi "veterani" (occhio che non sono i nostri veterani, quelli del mondo reale, non bisogna dimenticarsene)  sono più idonei a votare:
"Con il nostro sistema, ogni elettore e ogni governante è un uomo che ha dimostrato, con anni di duro servizio volontario, di considerare il benessere della maggioranza più importante di quello personale. Questa è l'unica differenza pratica con il non elettore"
E qui ritorniamo al "sacrificio"richiesto e alla formazione di gente con elevato spirito civico.
L'esaltazione militare inizierà solo dopo lo scoppio della guerra e da parte delle persone che hanno perso i propri cari. Su questo tema c'è anche un bellissimo brano dei C.S.I. intitolato "Nessuno fece nulla" (che tra l'altro fa venire la pelle d'oca) in cui si dice:
"In guerra nessuno è intelligente: non devi credere alle verità di nessuno.
Le lunghe disquisizioni sull'insensatezza della guerra del professore di una volta, in un battere d'occhio si trasformano in un selvaggio grido di guerra, appena egli viene a conoscenza del fatto che il suo bambino è giù, morto in strada."
Che è un po' quanto accade pure nel romanzo. Ed è una verità assoluta, negarla è da ipocriti.

In altri romanzi Heinlein percorrerà altre strade per raggiungere la sua "Società utopica giusta" in cui il genere umano posso prosperare.
E sono tutte società prive di discriminazioni o sopprusi.Come questa presente in Fanteria dello spazio. La differenza è che in questo romanzo utilizza il servizio militare in maniera positiva, come se fosse un male a priori, ma questo tipo di ragionamento è errato, sennò tutti quelli che parlano bene dei militari sono militaristi e chi ne parla male sono antimilitaristi. Torniamo alle care vecchie classificazioni e al caro vecchio "O sei dentro o sei fuori", figlio di un mondo molto più discriminatorio di quello presente nel romanzo in questione. Un mondo nel quale si dà più importanza alla forma che al contenuto. Una cosa orribile.

Certo si tratta di un'Utopia, come sono utopie "A noi vivi" o "Straniero in terra straniera", e sono tutti diversi, tre maniere distinte di vedere un futuro migliore, in cui gli esseri umani possano vivere al meglio e in pace. Andrebbero letti tutti e tre e bisognerebbe riflettere su quanto scritto a mente aperta, rendendosi conto delle estreme differenze tra un'opera e l'altra e giudicare l'autore sulla base della sua produzione artistica totale e non solo sulla "forma" di una sola delle sue opere.

Nessun commento:

Posta un commento

Questo blog non è una democrazia. Gli amministratori si riservano il diritto di rimuovere qualsiasi commento secondo il loro insindacabile giudizio.